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Il P2P e la pirateria hanno i giorni contati, grazie allo streaming??


Come ho approfondito all’interno della tesi, i nuovi modelli, soprattutto lo streaming gratuito (e/o sotto abbonamento), potrebbero segnare la morte della pirateria e dei download illegali.

Il motivo? se si può ascoltare gratuitamente, quando e come si vuole (con accesso multipiattaforma), qualsiasi brano, ha ancora ragione di esistere il download illegale degli stessi brani? Perchè mai qualcuno dovrebbe perdere tempo in code, occupare disco fisso quando entro breve con 2 clic si potrà ascoltare qualsiasi canzone che si vuole in modo gratuito o per lo meno “feels like free”?

Ad avallare questa teoria ci pensa prima Alan McGee in questo video, in cui prevede la fine del formato mp3 a favore dei servizi streaming

poi, Wired (attraverso una ricerca Arbor), come riportato da Musicreporters di Rockol, ha rilevato che:

“la quota di traffico da P2P è pari al 18% del totale rispetto al 40% del 2007. 22 punti percentuali in larga parte sostituiti da siti di streaming e/o di downloading gratuiti ma legali (supportati dalla pubblicità).”

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  1. Non c'è ancora nessun commento.
  1. dicembre 2, 2009 alle 12:37 pm

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