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Archive for the ‘Uncategorized’ Category

A breve ci saranno novità

febbraio 6, 2010 2 commenti

A breve ci saranno novità per quanto riguarda Marketingmusicale’s Blog… stay tuned!

Categorie:Uncategorized

Pianoforte interattivo…su Youtube

geniale…

In Francia arriva la carta per scaricare musica

Dal Corriere

Contro il download illegale di musica da Internet, il governo francese lancia la ‘carta musica on line’. Ne ha parlato oggi il presidente Nicolas Sarkozy durante la tradizionale cerimonia di auguri per il nuovo anno al mondo della cultura, che si e’ tenuta questo pomeriggio alla Cite’ de la Musique, di Parigi. La carta varra’ 50 euro e sara’ finanziata al 50% dallo Stato e dai professionisti del settore. Dovrebbe essere disponibile gia’ dalla prossima estate

Il passa-parola su Twitter e i rumors su Eminem

Nelle ultime ora ci sono stati migliaia di “tweets” sulla presunte morte di Eminem in un incidente stradale, molti si chiedono se è vero, altri decretano già il R.I.P.
In verità già in passato c’erano state notizie di questo tipo, ma questa volta la cosa sta prendendo dimensioni incontrollate. Se cercate Eminem su Twitter in questo momento sarete sommersi da tweet su tweet…fuori da Twitter nessuna agenzia stampa e non si ha nessun link di conferma. Insomma una cosa di pessimo gusto (Eminem non è morto)…Intanto però si fa tanto rumore…tanto buzz…

Krist Novoselic (Ex Nirvana) è d’accordo con Bono sulla pirateria

L’altro giorno Bono è uscito con “una delle sue” prediche, questa volta sulla pirateria….contro la pirateria. Negli scorsi mesi si sono alternate ricerche che dimostravano come in realtà la pirateria sia un bene per gli artisti (meno per le label) e altre che invece dimostravano come fosse un male a tutto campo. Se l’uscita di Bono può essere intesa come quella di chi fatica a vendere dischi come qualche anno fa (anche a causa della long tail, meno best seller, più spazio per tutti) e non si sente al sicuro in un futuro in cui non ci sia più un re (gli U2) ma tanti principi.

Però pare che la sua idea sia condivisa anche da Krist Novoselic, ex bassista dei Nirvana che ora vive completamente in ambito indie/underground…ambito che spesso viene tirato in causa per mostrare gli effetti “positivi” della pirateria.

QUI c’è tutto l’articolo di Krist dove spiega i vari motivi per cui è d’accordo con Bono.

“Dall’MP3 al disco fai-da-te” di Claudio Ferrante

Sal sole24ore, bell’articolo riassuntivo della scorsa decade a cura di Claudio Ferrante

La lettura di un articolo apparso il 2 Gennaio sul New York Times mi ha invitato ad una riflessione di cui non potevo non parlarvi. Non potevo tralasciare il racconto di questi ultimi dieci anni di tecnologia e musica dopo cosi tante cose successe, dalla fine degli anni 90’ ad oggi.

Tutto inizia il 21 Maggio del 1998, quando si affacciò sul mercato il Diamond Rio PMP300, un gadget di plastica della misura più o meno di un pacchetto di sigarette che riproduceva un file digitale recentemente inventato: si trattava dello MPEG-1 Audio Layer Three, o più semplicemente MP3.

Il Rio possedeva una capacità di storaggio pari a 32 Megabites e poteva contenere circa una dozzina di canzoni a una qualità che definirei “passabile”, certamente inferiore a quella di un CD player, la sua capacità era paragonabile a quella di una musicassetta. Ma la sua bellezza, il suo fascino era dato proprio dal fatto che non era necessario alcun CD o musicassetta da inserire, erano file digitali che si potevano importare da qualsiasi PC e sostituire con altri in qualsiasi momento. I files potevano provenire da album posseduti dalla gente o da files scambiati sulla rete. La RIAA (Recording Industry Association of America) intentò causa per togliere immediatamente dal mercato il Rio PMP300 ma fallì: era il preludio ad una decade di cause e azioni legali che cercavano di regolarizzare, inquadrare, incasellare la musica online.

Era già troppo tardi. Per tutti gli “smanettoni” dell’era digitale lavorare a sotware che potessero permettere senza problemi lo scambio in rete di files avrebbe segnato finalmente l’epoca in cui la musica sarebbe fuggita via dai contenitori di plastica per viaggiare sempre più velocemente sul web.

Il vecchio modo di distribuire la musica era sulla strada per diventare quasi insignificante. “You really think you’re in control? Well, i think you’re crazy” cantava Cee-Lo Green dei Gnarls Barkley nel 2006.

Perché le canzoni sono paragonabili a piccoli pezzettini di informazione che la gente vuole, e ciò stava anticipando cosa sarebbe successo alle altre forme d’arte nel momento in cui le connessioni internet stavano diventando super capillari e sempre più veloci.

Per il vecchio “recording business” tutto stava andando come non doveva andare.

Le vendite di CD dal 2000 in poi avrebbero subito in importante decremento, con le singole canzoni digitali vendute legalmente che non avrebbero neppure compensato il calo enorme del supporto fisico.

L’industria del cinema, cosi come i grandi editori di news e libri e i gruppi televisivi di tutto il pianeta stanno lottando per non diventare le prossime vittime di un internet onnivoro e incontrollabile, di una enorme rete non regolamentata da alcun copyright control, in un’epoca in cui tutti siamo diventati un po’ smanettoni con files digitali e IPhones che in uno diventano cellulari/fotocamere/riproduttori di musica e web browser, che stanno nel taschino di una giacca, con i loro scehermi lcd ad alta definizione e le loro sottilissime ma potenti memorie con capacità di storaggio enorme di migliaia di brani musicali e film.

L’IPhone è l’esempio nella musica cosi come il tanto discusso e-book potrà esserlo a breve nell’editoria. Solo quest’anno in America ne sono stati venduti per un valore pari a 37 milioni di dollari. Il libro che in tantissimi amano per la sua tattilità sta per essere insediato dai computer touchscreen (proprio Apple sta per lanciare il suo primo laptop touchscreen) e da oggetti su cui sarà possibile digitalizzare migliaia di titoli cartacei, in un solo piccolo, comodo e portatile oggetto.

Questa è stata la decade del broadband, dell’internet ad alta velocità ma anche l’epoca della “disintermediazione”, del file sharing, dell’iphone, dei blog, dell’user generated content, dell’on-demand, dell’all-access. Inaugurando il nuovo millennio internet ha completamente inghiottito (e secondo alcuni anche digerito) la cultura del delivering, consentendo a chiunque online di poter avere accesso a qualsiasi cosa, istantaneamente trovando dall’altra parte una miriade di nuovi artisti che possono creare e disseminare in rete le proprie creazioni, molto più velocemente e a costo zero.

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Quando l’incorporamento è disattivato su richiesta dell’utente…

Viva la condivisione, viva i social network…però ogni tanto ci sono controsensi…

Ho sempre visto in malomodo il fatto di disattivare l’incorporamento dei video su Youtube. Può essere una tattica per portare gente direttamente alla pagina di Youtube (che magari ha delle ad specifiche)…però limita la condivisione.

Cosa assurda è quello che mi è appena successo. Su Twitter “seguo” una casa discografica (una major) per avere sempre notizie fresche… oggi hanno scritto qualcosa come “guarda il nuovo video di X…link”. Cliccando sul link si arriva alla notizia riportata su Facebook e lì uguale “guarda il video” senza link però, ma con il tipico riquadro di quando vengono postati dei video su Facebook, quindi pronti per essere visualizzati direttamente da lì. Clicco e…incorporamento è disattivato su richiesta dell’utente. Ma come??? Alla fine l’unico modo è stato quello di cliccare su “guarda su Youtube” in modo da aprire la pagina Youtube del video…