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Posts Tagged ‘download’

In Francia arriva la carta per scaricare musica

Dal Corriere

Contro il download illegale di musica da Internet, il governo francese lancia la ‘carta musica on line’. Ne ha parlato oggi il presidente Nicolas Sarkozy durante la tradizionale cerimonia di auguri per il nuovo anno al mondo della cultura, che si e’ tenuta questo pomeriggio alla Cite’ de la Musique, di Parigi. La carta varra’ 50 euro e sara’ finanziata al 50% dallo Stato e dai professionisti del settore. Dovrebbe essere disponibile gia’ dalla prossima estate

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“Dall’MP3 al disco fai-da-te” di Claudio Ferrante

Sal sole24ore, bell’articolo riassuntivo della scorsa decade a cura di Claudio Ferrante

La lettura di un articolo apparso il 2 Gennaio sul New York Times mi ha invitato ad una riflessione di cui non potevo non parlarvi. Non potevo tralasciare il racconto di questi ultimi dieci anni di tecnologia e musica dopo cosi tante cose successe, dalla fine degli anni 90’ ad oggi.

Tutto inizia il 21 Maggio del 1998, quando si affacciò sul mercato il Diamond Rio PMP300, un gadget di plastica della misura più o meno di un pacchetto di sigarette che riproduceva un file digitale recentemente inventato: si trattava dello MPEG-1 Audio Layer Three, o più semplicemente MP3.

Il Rio possedeva una capacità di storaggio pari a 32 Megabites e poteva contenere circa una dozzina di canzoni a una qualità che definirei “passabile”, certamente inferiore a quella di un CD player, la sua capacità era paragonabile a quella di una musicassetta. Ma la sua bellezza, il suo fascino era dato proprio dal fatto che non era necessario alcun CD o musicassetta da inserire, erano file digitali che si potevano importare da qualsiasi PC e sostituire con altri in qualsiasi momento. I files potevano provenire da album posseduti dalla gente o da files scambiati sulla rete. La RIAA (Recording Industry Association of America) intentò causa per togliere immediatamente dal mercato il Rio PMP300 ma fallì: era il preludio ad una decade di cause e azioni legali che cercavano di regolarizzare, inquadrare, incasellare la musica online.

Era già troppo tardi. Per tutti gli “smanettoni” dell’era digitale lavorare a sotware che potessero permettere senza problemi lo scambio in rete di files avrebbe segnato finalmente l’epoca in cui la musica sarebbe fuggita via dai contenitori di plastica per viaggiare sempre più velocemente sul web.

Il vecchio modo di distribuire la musica era sulla strada per diventare quasi insignificante. “You really think you’re in control? Well, i think you’re crazy” cantava Cee-Lo Green dei Gnarls Barkley nel 2006.

Perché le canzoni sono paragonabili a piccoli pezzettini di informazione che la gente vuole, e ciò stava anticipando cosa sarebbe successo alle altre forme d’arte nel momento in cui le connessioni internet stavano diventando super capillari e sempre più veloci.

Per il vecchio “recording business” tutto stava andando come non doveva andare.

Le vendite di CD dal 2000 in poi avrebbero subito in importante decremento, con le singole canzoni digitali vendute legalmente che non avrebbero neppure compensato il calo enorme del supporto fisico.

L’industria del cinema, cosi come i grandi editori di news e libri e i gruppi televisivi di tutto il pianeta stanno lottando per non diventare le prossime vittime di un internet onnivoro e incontrollabile, di una enorme rete non regolamentata da alcun copyright control, in un’epoca in cui tutti siamo diventati un po’ smanettoni con files digitali e IPhones che in uno diventano cellulari/fotocamere/riproduttori di musica e web browser, che stanno nel taschino di una giacca, con i loro scehermi lcd ad alta definizione e le loro sottilissime ma potenti memorie con capacità di storaggio enorme di migliaia di brani musicali e film.

L’IPhone è l’esempio nella musica cosi come il tanto discusso e-book potrà esserlo a breve nell’editoria. Solo quest’anno in America ne sono stati venduti per un valore pari a 37 milioni di dollari. Il libro che in tantissimi amano per la sua tattilità sta per essere insediato dai computer touchscreen (proprio Apple sta per lanciare il suo primo laptop touchscreen) e da oggetti su cui sarà possibile digitalizzare migliaia di titoli cartacei, in un solo piccolo, comodo e portatile oggetto.

Questa è stata la decade del broadband, dell’internet ad alta velocità ma anche l’epoca della “disintermediazione”, del file sharing, dell’iphone, dei blog, dell’user generated content, dell’on-demand, dell’all-access. Inaugurando il nuovo millennio internet ha completamente inghiottito (e secondo alcuni anche digerito) la cultura del delivering, consentendo a chiunque online di poter avere accesso a qualsiasi cosa, istantaneamente trovando dall’altra parte una miriade di nuovi artisti che possono creare e disseminare in rete le proprie creazioni, molto più velocemente e a costo zero.

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FreeAllMusic: download gratuito (e pubblicità personalizzata)

da Rockol

Da Atlanta, Georgia, è in arrivo una nuova piattaforma di musica digitale che permette agli appassionati di musica residenti negli Stati Uniti di scaricare gratuitamente (e di conservare permanentemente) file audio legali in formato Mp3. Il servizio, FreeAllMusic, si sostiene finanziariamente grazie al denaro degli investitori pubblicitari, che in questa prima fase di test includono marchi come Coca-Cola, Warner Bros. Television e LG. E’ lo stesso utente che, dopo essersi registrato, sceglie il proprio “sponsor” personale prima di effettuare ogni download, accettando di visionare un breve messaggio pubblicitario.
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Ragionamento su “RATM vs X Factor”

Ve ne ho parlato più volte, nei primi tre giorni i RATM erano in testa ma gli ultimi dati non sono incoraggianti…Joe, il vincitore di X Factor, sembra (come era prevedibile) poter vincere, quando mancano poche ore alla fine del rilevamento.

Facendo qualche ragionamento, si potrebbe parlare di una sfida in cui tutti i modelli e i mezzi di comunicazione attuali hanno avuto il proprio ruolo.

I Ratm sono stati spinti quasi esclusivamente grazie ad Internet, soprattutto sui social network come Facebook (il gruppo ha ora quasi 950.000 utenti) e Twitter. Le loro vendite sono per la totalità download. Joe invece è stato spinto dalla Televisione e anche dalla Radio. Particolare non da poco è che una buona parte delle vendite di Joe siano stati CD Fisici, cosa sempre più rara al giorno d’oggi, confermando l’ipotesi che gli acquisti natalizi sono ancora quelli più tradizionali (fisici) e Susan Boyle conferma…

Guvera: download gratuito sponsorizzato

Sta nascendo un nuovo servizio (EMI ha già firmato) di musica digitale (ormai ho perso il conto…). La peculiarità di Guvera è che il servizio offre download gratuiti, grazie a finanziamenti di sponsor esterni.

Citando la news su Rockol

“in luogo dei tradizionali spot allegati al download Guvera offre una serie di canali musicali “sponsorizzati” da marchi commerciali a cui, una volta effettuata la ricerca per brano o per artista, l’utente viene indirizzato per il download; è lo stesso consumatore, a quel punto, a decidere a quale canale rivolgersi. L’utente non viene disturbato nell’operazione di “scaricamento” mentre alle aziende sponsorizzatrici il servizio offre maggiore libertà di manovra, consentendo loro di arricchire il proprio canale con video, loghi, immagini e link a siti istituzionali, di selezionare canzoni e artisti in linea con la propria filosofia di comunicazione e di marketing e di analizzare composizione demografica e comportamenti di acquisto degli utenti. Ogni download dal canale produce il pagamento del prezzo da parte dello sponsor, di cui una quota spetta alle case discografiche e, per loro tramite, agli artisti. “Modellando l’offerta musicale sul tipo di brand invece di piazzare semplicemente degli spot, Guvera crea un modo nuovo per venire incontro alle esigenze di tutte le parti interessate”, sostiene l’ad di IODA Kevin Arnold. Il servizio, lanciato negli Stati Uniti, intende operare sul mercato mondiale.”

Beatles Rock Band a quota un milione di copie

La news si trova qui su Pocket-lint

il videogame dedicato ai Beatles in circa tre mesi ha venduto 1 milione di copie, cifra di tutto rispetto e viene aggiunto che “MTV Games and Harmonix are very pleased with the sales of our Rock Band titles and we expect to continue to see strong sales throughout the holidays across all of our titles”

In più Harmonix afferma che attraverso le varie versioni di Rock Band sono state scaricate già 60.000 canzoni.

MySpace Music non compete con Spotify

Lo dicono su Paidcontent. Sembra inoltre che MySpace sia ancora il S.N. numero 1 per quanto riguarda la musica

“Music matters to MySpace more than ever before. Why? Because it is has lost the race with Facebook for social-networking supremacy, in fact Facebook is about to lap MySpace. But MySpace remains the undisputed leader as the global social music destination (a position consolidated by the recent acquisitions of iLike and imeem)”

e ancora

“Bebo and Facebook have both tried to challenge MySpace’s position here but have not had meaningful success (a recent report indicated that 77% of Facebook fan pages have less than 1,000 fans).”

Ma soprattutto i motivi per cui MySpace non dovrebbe essere un concorrente di Spotify:

” * Strategically: MySpace is building its music experience firmly around social and community. It knows that is its differentiation point and the essence of the artist-fan relationship which MySpace delivers. So the music experience is wedded to that. Spotify is a straightforward music experience. No community (at least within the application itself) and no artist-fan dialogue. So the music content is deeply integrated into the social experience (hence the focus on playlists for example).
* Execution: But it is also not a direct challenger to Spotify because it isn’t executed well. That deep integration brings great challenges also. If you are looking for a Spotify-like experience on MySpace, you won’t find it. But the odds are you won’t easily find the music you want either. For example, MySpace poster girl Lily Allen is one of the featured artists on the home page (despite her just announced career break), but finding her music isn’t easy. As you can see from the screenshot at the bottom of this post, you have to go all the way to the bottom of the page to find a genuine song. And the top result, which is out of shot here, is for the ‘This is not the real Lily Allen’ profile page. Those results below are all songs by unknown and small time artists. Yes that is part of the essence of MySpace’s music community, but they shouldn’t be pushing the genuine Lily Allen track to the bottom. Also note all those ads by competitor music services!