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IFPI Digital Music Report 2010

E’ uscita la “Bibbia” annuale della musica digitale

Si può scaricare QUI

Interessanti questi punti:

-“Licensed music services” sono passati dai 50 del 2003 a più di 400 nel 2009
– il catalogo diponibile è passato da 1 milione del 2003 a 11milioni e passa di canzoni nel 2009
-“Industry’s digital revenues” nel 2003 US$20m mentre nel 2009 US$4.2 billion

Bello il cartello che fa notare come dal 2004 la musica digitale è crescuta del 940%, ma l’intero mercato è sceso del 30%

Ecco i servizi di musica digitale in Italia (dal .pdf)
3italia
7digital
Azzurra Music
Beatport
Dada
Deejay Store
Downlovers
eMusic
GazzaMusic
IBS
iMusic Libero
iTunes
Jamba
Last.fm
M2O.it
Messaggerie Digitali
Mondadori
MSN Music
Net Music Media World
Nokia Comes With Music
Nokia Store

Musica digitale +12% nel 2009

da adnkronos.com

l consumo di musica digitale nel mondo cresce del 12% con un fatturato complessivo di 4,2 miliardi di dollari. E’ quanto emerge dal rapporto 2010 sul mercato della musica digitale, presentato oggi dall’IFPI, la federazione internazionale dell’industria discografica. Piu’ di un quarto di tutti i ricavi delle case discografiche proviene ormai dai canali digitali, il fatturato dall’online hanno raggiunto i 4,2 miliardi di dollari, facendo registrare nell’ultimo anno, un incremento del 12% ed oggi rappresenta il 27% dei ricavi di tutta la musica venduta. Le vendite di singoli brani nel 2009 sono aumentate di circa il 10% raggiungendo 1,5 miliardi di unita’, del 20% e’ stata invece la crescita di album online scaricati, questo anche grazie all’introduzione di prezzi variabili e all’implementazione di DRM free download. Il brano piu’ venduto del 2009 e’ stato Poker Face di Lady Gaga, con un totale di 9,8 milioni di unita’. Questi in sintesi i numeri piu’ rilevanti del mercato della musica digitale a livello mondiale nel 2009. Sono cambiate anche le modalita’ di acceso alla musica: dall’offerta di contenuti associata ai servizi di connessione a banda larga, allo straming, audio e video, internet e mobile, ai servizi di dowanload gratuito supportati dalla pubblicita’. Nell’ultimo anno le aziende del disco hanno stretto partnership commerciali con operatori che offrono servizi supportati dalla pubblicita’ come Spotify, Deezer, MySpace Music e We7; con gli ISP come TDC in Danimarca, Terra in Brasile e Sky nel Regno Unito; con gli operatori di telefonia mobile come Vodafone e i produttori di cellulari quali come Nokia e Sony Ericsson e con i canali di videosharing come YouTube, Hulu e Vevo.

Incredibile: vendite in crescita…in Svezia

Che il mercato digitale potesse invertire la tendenza della crisi lo si sapeva già, e soprattutto per quanto riguarda i dati delle singole tracce molti paesi sono nell’apice delle vendite.

Dalla Svezia arrivano dati incoraggianti per quanto riguarda tutto il mercato. Importate segnalare come l’aumento delle vendite sia arrivato dopo un’ importante legge anti-pirateria.

IFPI svedese dice che le vendite sono aumentate del 18% nei primi 9 mesi del 2009, dato soprattutto dalla crescita del mercato digitale (+80%) ma anche di quello fisico (+9%).

IFPI parla anche di vendite in aumento anche in Corea del Sud (anche lì è stata fatta una legge anti-pirateria)

Chi più scarica (illegalmente), più compra? IFPI smentisce

novembre 6, 2009 2 commenti

Pochi giorni son passati dalla news sulla ricerca in cui sembrava che chi più scarica illegalmente più compra.

Oggi IFPI smentisce la cosa attraverso un’articolo sul proprio sito

The net effect of illegal file-sharing in the UK and elsewhere has been to reduce legitimate sales. This is why spending on recorded music has fallen every year since illegal file-sharing began to become widespread.

4th November 2009

Demos, the UK political think-tank, has released a widely-reported survey on music downloading which may be misinterpreted as suggesting that illegal file-sharing stimulates rather than reduces legitimate music sales.

That inference would be completely wrong. The research behind the Demos project, by Ipsos, shows the obvious fact that many illegal downloaders are music fans who buy more music than the average consumer. It does not prove that illegal downloading promotes legitimate sales. On the contrary, the net effect of file-sharing on music purchasing is overwhelmingly negative as evidenced by numerous third party studies around the world.

The research, conducted by Ipsos, shows that a proportion (26%) of illegal file-sharers claim to purchase more music as a result of their activity (this compares with 66% who claim they purchase either the same amount or less music). It also reflects the unsurprising fact that fans who buy music are also prepared to acquire it from other sources, such as illegal services. Eight out of 10 illegal downloaders claim to have bought music in the past 12 months.

These findings do not prove that illegal file-sharing boosts music sales. They only reflect that there is an overlap between those people who download music illegally and those who purchase music. This is not an original finding and it is consistent with the typical profile of many music fans who today acquire music from different sources, some legitimate and some not.

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