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Posts Tagged ‘morte’

5 “miti” sulla morte dell’industria discografica

Dal WashingtonCityPaper

Ecco i 5 “miti”:

1) The industry is declining; therefore it must be dead.
2) The industry’s woes are divorced from larger economic forces.
3) Digital music sales are rapidly overtaking CD sales.
4) The Internet has rendered record labels irrelevant.
5) If the industry isn’t dead yet, it must be in its death throes.

Streaming vs Pirateria: Streaming sempre meglio

dicembre 2, 2009 1 commento

Oltre che sulla tesi ne ho parlato qui, qui e qui…il vero veleno per la pirateria sembra essere lo streaming.

Oggi arrivano altre conferme da una ricerca Global Web Index (assieme a Lightspeed Research e Trendstream).

ecco qualche dato:
– 64% degli utenti internet guarda video in streaming
– 31% degli utenti internet guarda programmi tv in streaming

quesot grafico invece dimostra come solitamente chi sta più tempo connesso più scarica illegalmente

Quello che aggiunge Tom Smith di Trendstream è ovvio quanto incontestabile:
“Thanks to the rise of online services such as Spotify, Hulu, iPlayer and of course YouTube, the environment has been created where you can stream almost all the content you would ever want. If everything I want is available on demand, the concept of ownership is diminished. I no longer need to have it on my hard drive. I just play what I want when I want. This is not only a threat to traditional packaged sales of music, TV and film, it will also kill off piracy. Why pirate when you can stream?”

per approfondire

“La strana morte del download illegale”

In questo blog ne ho parlato più volte… la pirateria è molto probabilmente destinata alla morte e non per i provvedimenti burocratici/legislastivi ma per i nuovi modelli di business (streaming su tutti) che stanno venendo fuori negli ultimi tempi.

A confermare tutto ciò ci pensa un articolo di ieri del Guardian dal titolo “The strange death of illegal downloading”.

“sta accadendo (la morte del download illegale) a causa di un esplosione di nuove aziende che offrono brani gratis, legalmente, che non costringono ad andare sui siti peer-to-peer, evitando così il rischio di brani fasulli o virus. Sempre più persone si affidano a queste aziende perchè è un modo molto più semplice di ascoltare musica”

“Spotify.com e We7.com, da soli hanno guadagnato almeno 5 milioni di nuovi utenti nel loro primo anno, soprattutto fra le persone che precedentemente scaricati illegalmente. Usano i cosiddetti “FREEmium” modelli di business che offre brani in streaming gratuitamente, se si accetta una pubblicità o per niente se sottoscrivere un abbonamento mensile”

“Steve Purdham, Il CEO di We7 chiama il suo modello “”better than free” (meglio che libero) perchè è più facile che scaricare illegalmente

Il P2P e la pirateria hanno i giorni contati, grazie allo streaming??

ottobre 16, 2009 1 commento

Come ho approfondito all’interno della tesi, i nuovi modelli, soprattutto lo streaming gratuito (e/o sotto abbonamento), potrebbero segnare la morte della pirateria e dei download illegali.

Il motivo? se si può ascoltare gratuitamente, quando e come si vuole (con accesso multipiattaforma), qualsiasi brano, ha ancora ragione di esistere il download illegale degli stessi brani? Perchè mai qualcuno dovrebbe perdere tempo in code, occupare disco fisso quando entro breve con 2 clic si potrà ascoltare qualsiasi canzone che si vuole in modo gratuito o per lo meno “feels like free”?

Ad avallare questa teoria ci pensa prima Alan McGee in questo video, in cui prevede la fine del formato mp3 a favore dei servizi streaming

poi, Wired (attraverso una ricerca Arbor), come riportato da Musicreporters di Rockol, ha rilevato che:

“la quota di traffico da P2P è pari al 18% del totale rispetto al 40% del 2007. 22 punti percentuali in larga parte sostituiti da siti di streaming e/o di downloading gratuiti ma legali (supportati dalla pubblicità).”

La morte di Micheal Jackson salverà l’industria discografica durante l’estate.

L’estate è sempre un periodo grigio per l’industria discograifca, le vendite crollano e le uscite discografiche scarseggiano.

La triste notizia della morte di Michael Jackson potrebbe però “salvare” l’estate discografica. In molti paesi ha già piazzato canzoni in cima alla classifica quotidiana dei download su iTunes e Amazon e c’è da aspettarsi che lo stesso risultato accada anche per quanto riguarda gli album.

Su Amazon addirittura pare che il 60% dell’intero business di giovedì sia stato prodotto da album e canzoni di Michael Jackson.

Alcuni hanno calcolato che negli soli USA potrebbe vendere nella prima settimana dalla morte qualcosa come 6 milioni di brani, una cifra impressionante.

Le classifice della prossima settimana (e di quella successiva, visto che in molti paesi i giorni di rilevamento condizionano le classifiche posticipando il tutto di una settimana) saranno sicuramente invase da album e singoli di Jackson.