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Posts Tagged ‘pirateria’

Krist Novoselic (Ex Nirvana) è d’accordo con Bono sulla pirateria

L’altro giorno Bono è uscito con “una delle sue” prediche, questa volta sulla pirateria….contro la pirateria. Negli scorsi mesi si sono alternate ricerche che dimostravano come in realtà la pirateria sia un bene per gli artisti (meno per le label) e altre che invece dimostravano come fosse un male a tutto campo. Se l’uscita di Bono può essere intesa come quella di chi fatica a vendere dischi come qualche anno fa (anche a causa della long tail, meno best seller, più spazio per tutti) e non si sente al sicuro in un futuro in cui non ci sia più un re (gli U2) ma tanti principi.

Però pare che la sua idea sia condivisa anche da Krist Novoselic, ex bassista dei Nirvana che ora vive completamente in ambito indie/underground…ambito che spesso viene tirato in causa per mostrare gli effetti “positivi” della pirateria.

QUI c’è tutto l’articolo di Krist dove spiega i vari motivi per cui è d’accordo con Bono.

Streaming vs Pirateria: Streaming sempre meglio

dicembre 2, 2009 1 commento

Oltre che sulla tesi ne ho parlato qui, qui e qui…il vero veleno per la pirateria sembra essere lo streaming.

Oggi arrivano altre conferme da una ricerca Global Web Index (assieme a Lightspeed Research e Trendstream).

ecco qualche dato:
– 64% degli utenti internet guarda video in streaming
– 31% degli utenti internet guarda programmi tv in streaming

quesot grafico invece dimostra come solitamente chi sta più tempo connesso più scarica illegalmente

Quello che aggiunge Tom Smith di Trendstream è ovvio quanto incontestabile:
“Thanks to the rise of online services such as Spotify, Hulu, iPlayer and of course YouTube, the environment has been created where you can stream almost all the content you would ever want. If everything I want is available on demand, the concept of ownership is diminished. I no longer need to have it on my hard drive. I just play what I want when I want. This is not only a threat to traditional packaged sales of music, TV and film, it will also kill off piracy. Why pirate when you can stream?”

per approfondire

“La strana morte del download illegale”

In questo blog ne ho parlato più volte… la pirateria è molto probabilmente destinata alla morte e non per i provvedimenti burocratici/legislastivi ma per i nuovi modelli di business (streaming su tutti) che stanno venendo fuori negli ultimi tempi.

A confermare tutto ciò ci pensa un articolo di ieri del Guardian dal titolo “The strange death of illegal downloading”.

“sta accadendo (la morte del download illegale) a causa di un esplosione di nuove aziende che offrono brani gratis, legalmente, che non costringono ad andare sui siti peer-to-peer, evitando così il rischio di brani fasulli o virus. Sempre più persone si affidano a queste aziende perchè è un modo molto più semplice di ascoltare musica”

“Spotify.com e We7.com, da soli hanno guadagnato almeno 5 milioni di nuovi utenti nel loro primo anno, soprattutto fra le persone che precedentemente scaricati illegalmente. Usano i cosiddetti “FREEmium” modelli di business che offre brani in streaming gratuitamente, se si accetta una pubblicità o per niente se sottoscrivere un abbonamento mensile”

“Steve Purdham, Il CEO di We7 chiama il suo modello “”better than free” (meglio che libero) perchè è più facile che scaricare illegalmente

La pirateria è un male si o no? Altra teoria

In questi ultimi giorni si è parlato più volte di varie ricerche che in qualche modo cercavano di far luce sull’effettiva dannosità della pirateria nel mercato musicale. Ricerche spesso completamente contraddittorie: chi dice che la pirateria fa addirittura aumentare le vendite e chi dice (appoggiate da IFPI) che invece è solo un male da combattere.

In questi giorni è arrivata un’altra ricerca con dati molto dettagliati direttamente dal Times Online Blog. I dati provengono dalla BPI (quindi sono ufficiali) e riguardano il Regno Unito.

Guardiamo punto per punto.

Si nota come il problema della pirateria e la “crisi” non sia tanto dal lato degli artisti (che invece hanno una curva positiva), ma per le case discografiche.

Interessante anche il grafico complessivo, dove si nota che come mole totale il fatturato sia in crescita

Per chi volesse vedere i dati nel dettaglio vi rimando a questa tabella

Ricerca Jupiter: non è vero che chi più scarica più compra

Chi più scarica illegalmente più compra secondo la ricerca Ipsos, poi smentita dalla IFPI.

Ora arriva un’altra ricerca che si muove verso l’idea di IFPI: la Jupiter Research infatti ha realizzato una ricerca secondo cui “la maggioranza degli europei che si scambiano illegalmente musica on-line non la compra né nei negozi di dischi né sugli store digitali”

continua a leggere su Rockol

Spotify sta uccidendo la pirateria

Ulteriori conferme della mia tesi di laurea e del post dell’altro giorno in cui Alan McGee parlava del futuro, dello streaming e della pirateria.

Ecco cosa emerge da una ricerca di MoneySupermarket.com:

– Spotify sta convertendo alla legalità un numero crescente di “ex-pirati” in UK
– il 62% (!!!!) degli inglesi sostiene che Spotify ha ridotto (ed in alcuni casi eliminato) l’uso di mezzi pirata.
– il 27% degli intervistati sostiene che usufruiscono principalmente di musica digitale

In più ci si mette James Parker che afferma “Di solito si tratta di iTunes o di Amazon, e con l’arrivo di Spotify il downloading illegale sembra destinato a diventare molto meno popolare”. “Ascoltare musica in streaming gratuitamente o in cambio di una tariffa ragionevole mentre si è fuori casa”

Ricerca: chi più scarica illegalmente, poi più compra

da Indipendent

da downloadblog

Secondo un sondaggio, chi scarica più musica illegalmente, finisce poi per essere chi ne compra maggiormente.

“Il giro d’affari creato dai pirati rei confessi sarebbe infatti in media di 77£ (circa 86€) all’anno, contro le 33£ (circa 37€) spese da chi dichiara di non aver mai scaricato illegalmente un brano musicale dalla rete. Il discorso del resto ha un suo senso come suggerisce Boingboing: chi effettua più download è con buone probabilità comunque un amante di musica, che guarda più video, ascolta più canzoni e artisti e di conseguenza finisce anche con l’acquistare di più, magari usando le vie illegali per valutare se comprare o meno un determinato CD.”