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Radiohead: Kid A torna in classifica

Kid A dei Radiohead è stato inserito un po’ in tutte le liste sparse per la rete relative ai migliori album del decennio che si è chiuso. Non solo, in quasi tutte le liste se non era alla prima posizione poco ci mancava. Album del decennio quindi…e la cosa mi trova d’accordo.

Tutte queste liste che hanno visto Kid A come protagonista (quella di Rolling Stone forse ha influito più di altre) assoluto hanno fatto rientrare l’album nella prestigiosa Billboard top200, precisamente alla posizione 100.

Ancora una volta Internet e l’informazione su internet ha generato vendite. Lo stesso vale per album “del 2009” come Animal Collective o Grizzly Bear che inseriti in molte liste di fine anno hanno visto aumentare le loro vendite settimanali.

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Paga Quanto Vuoi: i risultati dei Radiohead

Ne avevo già parlato qualche mese fa, oggi vi do dati più dettagliati. La fonte è la stessa del post su Gisle Martens Meyer ovvero questo interessante articolo apparso su Brands Plus Music

Periodo 1-29 Ottobre 2007

62% non ha pagato nulla
17% ha pagato fra $0.01 a $4.00 (8% del totale delle vendite)
6% ha pagato fra $4.01 – $8.00 (12% del totale delle vendite)
12% ha pagato fra $8.01 – $12.00 (52% del totale delle vendite)
4% ha pagato fra $12.01 – $20.00 (27% del totale delle vendite)

Media di $6.00 per i download paganti ($8.05 US, $4.64 non-US) che diventano $2.26 worldwide ($3.23 US, $1.68 non-US) considerando anche il 62% che non ha pagato nulla

Le 10 tappe fondamentali del Marketing Musicale 2.0

Dal sito francese Digital Music/Don’t Believe The Hype ecco le 10 tappe fondamentali che riassumono la rivoluzione del marketing musicale degli ultimi anni:

1.Myspace

2.CD Baby

3.Arctic Monkeys – Internet buzz

4.OK GO – Youtube

5.Napster

6.Radiohead – In Rainbows

7.Nine Inch Nails – Ghosts

8.Jill Sobule – fanziamento dai fan

9.David Byrne & Brian Eno – Top Spin

10.Amanda Palmer – marketing su Twitter

Radiohead: solo singoli brani, basta album?

Già qualche anno fa gli Ash presero la decisione di smettere di realizzare album e di puntare tutto sui singoli.

In un mercato in cui il supporto “album” sta calando per quanto riguarda le vendite, con una percentuale di album digitali ancora molto bassa c’è chi si immagina la morte degli album.
Purtroppo però gli album sia a breve termine sia a lungo termine sono quelli che garantiscono maggior guadagno.

Se però sono i Radiohead a condividere la scelta la cosa si fa più interessante/preoccupante. Un gruppo come i Radiohead che da un lato è sempre stato “avanti”, ma da un altro lato ha sempre fatto degli album il proprio punto di forza, consegnandone almeno quattro alla storia della musica. Pare infatti che nelle intenzioni attuali del gruppo inglese non ci sia quella di realizzare un nuovo album ma esclusivamente di pubblicare canzoni per il download.

Radiohead: In Raibows, i risultati di un’ operazione storica

aprile 1, 2009 1 commento

La scelta dei Radiohead di rilasciare l’ultimo album (In Rainbows) in versione download “paga-quanto-vuoi” direttamente dal sito ufficiale è sicuramente una delle più storiche per quanto riguarda l’industria musicale.

Si è rilevata una mossa azzeccata?

A giudicare dai numeri sembrerebbe di si, infatti secondo le ultime dichiarazioni, l’album ha venduto circa 3 milioni di copie nel mondo di cui circa 1.3 milioni di download e circa 1.7 milioni nella versione fisica, uscita quasi tre mesi dopo la versione digitale.

Quali conclusioni?

– Anche rilasciando l’album in “paga-quanto-vuoi”, la successiva versione fisica è andata piuttosto bene tanto da risultare fra i 30 album più venduti durante il 2008

– Ben il 60% degli acquirenti della versione “paga-quanto-vuoi” ha scelto di non pagare nulla

– Il prezzo medio scelto dai paganti è stato di circa 6 dollari (che diventa di circa 2,3 dollari comprendendo anche chi ha optato per il gratis)

– 2,3 dollari per ogni album è decisamente di più di quanto avrebbero guadagnato attraverso i canali tipici e sotto una major (si pensa circa 1,5 dollari che diventano anche 0,5 se acquistato online tramite iTunes e simili).

– Esclusivamente con i download “paga-quanto-vuoi” probabilmente hanno guadagnato quanto avrebbero guadagnato esclusivamente la semplice versione fisica senza la possibilità del “paga-quanto-vuoi” . Se poi consideriamo anche 1.7 milioni di copie vendute della versione fisica successiva al download, si ha un quadro complessivo decisamente positivo.

Nonostante l’offerta “paga-quanto-vuoi”, sono stati numerosissimi i download pirata sui canali P2P,Torrent e siti alternativi. Questo cosa significa? Che oltre al prezzo, c’è un’ altra componente fondamentale da tenere in considerazione : la comodità.