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Posts Tagged ‘sfruttare’

Sfruttare Hype Machine

Ne parlò DannyDee 2 mesi fa. Ecco il video “how to use “Hype Machine” to Identify Key Bloggers”

Di oggi invece la notizia che Hype Machine ha annunciato un accordo con il servizio di distribuzione SoundCloud in modo tale da poter servire le track tramite quest’ultimo, attraverso uno speciale player “embedded”.

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Sfruttate il #musicmonday di Twitter

Secondo la tabella riassuntiva del 2009, l'”hashtag” più utilizzata di Twitter è stata #musicmonday.

#musicmonday viene usata dagli utenti di twitter per segnalare la propria nuova musica preferita. Con un minimo di studio dietro (ma anche no), gli artisti dovrebbero cercare di sfruttare il più possibile questa possibilità

Sfruttare la Long Tail e i veri fans

È possibile utilizzare il concetto del Long Tail (economia di abbondanza) per praticamente qualsiasi tipo di contenuto su Internet. Viene utilizzato in particolare da due categorie principali: alcuni aggregatori (Amazon, Fnac, Netflix …) e 6 miliardi di consumatori. E sono i consumatori la categoria più importante.

Per contro, il concetto di Long Tail è molto vario per gli artisti. Infatti gli artisti indipendenti sono piuttosto trascurati in questa equazione. La Long Tail aggiunge concorrenza e tensioni nel mercato e quindi un forte ribasso dei prezzi ha continuato verso il basso. E a meno che gli artisti diventano essi stessi aggregatori di altri artisti, la coda lunga può finalmente offrire loro le lettere di vendita.

Come sfruttare la coda lunga?

Una soluzione è quella di trovare i suoi 1000 “TRUE FAN”. In questa teoria sviluppata da Kevin Kelly, se sei un artista, musicista, fotografo, bastano 1000 TRUE FAN a guadagnarsi da vivere con la tua arte.

Chi è un TRUE FAN?: un true fan è qualcuno che compra tutto ciò che offre l’artista, uno che fa 500 km per vederti o che acquista le Super Deluxe Edition, che ha la pagina di eBay dei prodotti dell’artista fra i preferiti. Chi compra la T-shirt, la tazza, calzini…questi sono i TRUE FAN. E se si desidera espandere le vendite bisogna entrare in relazione con i true fan. O convertire i fan meno impegnati (fans normali) in true fan.

Il principio di Pareto afferma che l’80% delle vendite arriva dal 20% dei clienti. Questo principio illustra molto bene la lunga coda e la sua teoria di 1000 true fan. Esso consente di identificare il nocciolo del pubblico, quello su cui si dovranno concentrare gli sforzi.

In primo luogo, il vero fan, quelli normali e quelli casuali sono solo categorie. Questo è solo d’aiuto per riconoscere il pubblico di destinazione. Soprattutto perché queste categorie sono arbitrarie, e non definitive. Un fan casuale può passare a true fan, e viceversa.

Nella lunga coda di fan, in modo da separare i 3 gruppi di fan in 2 categorie. La parte superiore del 20% (true e normali) e 80% (casuali). Qui si trova il Principio di Pareto 80/20. Questi 20% dei tifosi sono quelli bisogna mettere a fuoco, quelli che sono più importanti per gli artisti, economicamente e socialmente.

Fan casuali: son quelli che conoscono (artisticamente) l’artista e che hanno sentito le canzoni, potrebbero aver comprato un album, ma nulla di più, magari hanno ascoltato tramite la radio e basta. Se questi fan seguono gli artisti sui Social Network è solo un caso, dato dall’impulso. Importa poco di quello che l’artista fa.

Spesso i “fan casuali” sono anche quelli che passano maggiormente attraverso la pirateria, quindi conviene concentrarsi sulle altre due categorie.

Fan normali: La maggior parte dei fan più importanti si trovano in questa categoria. Hanno già acquistato la musica e merchandising dell’artista. Lo seguono sulle reti sociali, e, soprattutto, amano la musica e sono interessati a sapere quello che fa. In più sono forti influenzatori. Il modo più semplice per vincere è quello avvicinarsi a loro attraverso la musica (accedendo alla musica attraverso i sito web, ad esempio, fornendo ciò che potrebbe corrispondere ad un esclusiva, parlando sui social networks, inviando informazioni ecc..).

I truefan: un 5/10% della fanbase (in termini di fedeltà e l’intensità) è composto da dai true fan. Essi sono disposti a spendere uno stipendio mensile per la vostra musica, i vostri prodotti, i concerti, il merch. Sono esigente ma preziosi. Vogliono entrare in contatto con voi in qualsiasi modo. Vogliono essere parte del tuo mondo. Ma l’aspetto più importante è la loro influenza. Sono d’aiuto nel vostro marketing e PR, fanno in prima persona di marketing e aiuteranno a diffondere la musica dell’artista.

I true fan comprano tutto ciò che viene prodotto dall’artista. Guardate l’esempio di Amanda Palmer. Ha venduto su Twitter una bottiglia di vino che stava bevendo da lei autografata per $ 320.

liberamente tradotto da digitalmusic.tumblr.com

Google Wave: come può essere sfruttato dagli artisti

Da Digipendent

Google Wave! It’s The Future! Convergent Communication 3.0! The bleeding zeitgesty edge of real-time innovation! But, er, what exactly IS it, and what potential does it have – if any – for artists, labels and the music industry?

I’ve been puzzling over this since Google Wave was first announced earlier this year. Now it’s launched in beta, with Google having sent out the first 100,000 invites for the service, allowing those people to invite others.

There isn’t much specific information online about Google Wave and music, apart from this fairly brief Hypebot post. However, there are quite a few articles talking about what Google Wave means for brands, which offer ideas that can be translated to the music industry.

With those as the basis (and properly referenced and linked to), I’ve tried to put together a brief Google Wave primer. Read on, and do please post a comment if you have views or ideas on the subject.

First off, what is Google Wave?

In a nutshell, it’s like email meets instant messaging meets social networking meets document editing meets online collaboration. Sort of. Or, to relate it specifically to Google products, it’s like Gmail, Google Talk and Google Docs all mashed up into one service, with Facebook-style applications thrown in for customisation.

Mashable has a great beginner’s guide post, which does better on the nutshell thing – it says Google Wave is a “real-time communication platform”. Each conversation takes the form of a ‘Wave’, and these waves can be embedded on any website you like.

Waves can include text – but users can also drag and drop files into them too – photos, documents and even music. Meanwhile, Wave Extensions are the equivalent of Facebook applications – third-party apps that sit within Google Wave to do… well, pretty much anything, from games to productivity to branding and marketing.

Talking of which, how can you (as an artist, label or music company) make use of Google Wave?
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Continua a leggere (articolo bello corposo) QUI