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Gerd Leonhard: il futuro della musica

Torno a parlarvi di Gerd Leonhard, guru/media-futurista per questo articolo apparso su ClashMusic riguardo al futuro della musica. Uno sorta di sfera di cristallo. Ecco i punti approfonditi:

Labels Care More – “Record labels won’t go away, they will just get smaller”
British Facebook Corporation – “So, in five years Facebook will be like the BBC”
Clash Grows… –
Breaking the charts, not the bank: Fan Funding
3D Downloads – That’s already here but it’s too expensive
McDoNapsteReuterStarbuckShell
Free phone anyone?
Wot no file sharing? LOL
Come and feel the noise
Do Not Disturb
Google
The west is dead
The Biggest Loser
The Biggest Winner – The biggest winner is going to be the artist because the bottom line is without really good and unique stuff nothing really moves

Per approfondire

Play.me il servizio streaming di Dada

Da Rockol

Dada Entertainment, avamposto americano della società italiana di mobile entertainment partecipata da RCS, ha appena lanciato negli Stati Uniti un servizio di streaming musicale “ibrido” per Internet e telefonia mobile. Battezzata Play.me, la nuova piattaforma è fruibile sul Web in due versioni differenti: gratis, e senza inserzioni pubblicitarie, permette di accedere a 10 ore di musica in streaming al mese con un download in omaggio a settimana; a pagamento, in cambio di 10 dollari al mese, offre accesso illimitato al catalogo in streaming e 5 download gratuiti senza DRM. L’accesso al servizio attraverso telefono cellulare avviene invece grazie a un’applicazione Android disponibile sull’Android Market di Google (che ha presentato ieri il suo attesissimo smartphone, Nexus One); applicazioni per iPhone e BlackBerry dovrebbero essere disponibili nell’arco di qualche settimana. Il catalogo iniziale accessibile su Play.me comprende 2,5 milioni di brani musicali, forniti dalle major discografiche (con l’eccezione di Warner Music) e dai distributori/aggregatori di musica indipendente IODA, The Orchard e Beggars Group

conitnua a leggere su Rockol

Spotify da subito su Nexus One di Google??

Si sa, la sfida Apple vs Google in ambito dei cellulari è molto accesa. Da un lato l’approccio embedded di Apple, dall’altro l’open-source di Android/Google. Ognuno ha le sue idee e la sua preferenza, quel che è certo è che entrambi stanno portando grosse novità.

Il 7 Gennaio dovrebbe essere presentato il nuovo smartphone di Google chiamato Nexus One. Secondo TechCrunch (Qui la news), già al lancio potrebbe essere incluso all’interno Spotify, atteso ad uno sbarco in USA che potrebbe cambiare le sorti dell’intero mercato musicale statunitense, come ha fatto, in parte, in Svezia e UK.

Google Music…molto MySpace

Ecco i risultati di una ricerca condotta da DigitalMusicNews sul nuovo servizio google. Incredibile, tutti i clip risultanti sono di MySpace…

1. “Get Back,” Ludacris (served by iLike/MySpace)
2. “Jessica,” The Allman Brothers Band (iLike/MySpace)
3. “Ferny Hill,” The Chieftains (iLike/MySpace)
4. “Just Dance,” Lady Gaga (iLike/MySpace)
5. “Ms. Fat Booty,” Mos Def (iLike/MySpace)
6. “Them Bones,’ Alice In Chains (iLike/MySpace)
7. “Baby By Me (featuring Ne-Yo),” 50 Cent (Lala)
8. “Mr. Brightside,” The Killers (iLike/MySpace)
9. “This Year,” The Mountain Goats (iLike/MySpace)
10. “Temperature,” Sean Paul (iLike/MySpace)
11. “Southern Man,” Neil Young (iLike/MySpace)
12. “The Way the Live,” Baby Boy da Prince (iLike/MySpace)
13. “Throw Some D’s,” Rich Boy (iLike/MySpace)
14. “Walk,” Pantera (iLike/MySpace)
15. “One,” Metallica (iLike/MySpace)
16. “I’m a Slave 4 U,” Britney Spears (iLike/MySpace)
17. “I Believe I Can Fly,” R. Kelly (iLike/MySpace)
18. “Tell Me I Was Dreaming,” Travis Tritt (iLike/MySpace)
19. “The Anthem,” Good Charlotte (iLike/MySpace)
20. “Slow Hands,” Interpol (iLike/MySpace)

La tua musica è “trovabile” online?

Bell’articolo di Bob Baker che parla di come la musica sia “findable” online, ovvero quanto sia facile trovare determinate informazioni riguardo ad artisti, canzoni, band ecc… su internet

“Quando qualcuno cerca il nome della tua band, della tua canzone, del tuo album o del genere, cosa trova?

Ecco alcuni modi:

* Google (or Yahoo or Bing) search results
* How other music lovers rate it on CD Baby, TheSixtyOne and Amazon
* What they find via Google Blog Search or on Technorati
* What other shoppers are saying on photo- and video-sharing sites like Flickr and YouTube
* What their immediate circle of friends think about it on Facebook, Twitter, MySpace, LinkedIn, and more.
* What they uncover on music wikis and other online forums

Non c’è bisogno di Vevo (parola di DigitalNoise)

dicembre 10, 2009 1 commento

Quando arrivano grosse novità, c’è chi si eccita e chi invece rimane scettico (forse giustamente…chi lo sa)…

Vevo, il nuovo servizio di streaming video di Google (che comunque possiede Youtube) che ha già visto le firme di 3 delle 4 major (Warner ancora fuori).

Su DigitalNoise c’è un parere poco positivo a riguardo. Il motivo principale è nella scarsezza del database, solo quelle tre major più qualche altra etichetta indie. Qualche esempio (al momento) non ci sono Roger Waters, Pink Floyd, Pixies, Grizzly Bear, Led Zeppelin, Animal Collective, Beatles e Eric Clapton (insomma roba importante) solo per citarne alcuni.

Matt Rosoff di DigitalNoise ha anche riscontrato problemi di caricamento dei video (un clip si fermava inesorabilmente all’80% del caricamento).

Ma il concetto più importante è questo: “The aforementioned artists are all over the place on YouTube -a site that everybody knows and loves and is largely free from video advertisements. And because Google is behind both sites, videos licensed for Vevo will also appear on YouTube, with Vevo getting the credit (and ad bucks) when a YouTube viewer watches a Vevo video. So why would anybody go to Vevo? Why bother building it, instead of just making it a new channel on YouTube? Who is this for?”

L’articolo completo si può leggere qui

Pubblicità gratuita su Google Maps (esempio musica)

L’immagine dice tutto


(news trovata su musicmarketing.com)