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Posts Tagged ‘streaming’

Plugd, il sito del “social streaming”

gennaio 30, 2010 1 commento

Di siti web che offrono servizi di streaming e anteprime di album piuttosto attesi, ce ne sono molti. Fra questi si distingue sicuramente Plugd.

Infatti per poter ascoltare l’album dovete “accedere” con le vostre credenziali di Facebook (o Twitter). Una volta fatto questo (chè è una Facebook Connect) avrete accesso all’ascolto dell’intero album.

La cosa interessante è che il vostro stato di Facebook verrà aggornato automaticamente con frasi del tipo “Sto ascoltando Mechanize dei Fear Factory”. Non solo, per poter continuare ad ascoltare, traccia dopo traccia, dovrete lasciare una sorta di commento su FB, come ad esempio il voto alla canzone.

Insomma una cosa un po’ più invasiva dello streaming classico, ma comunque interessante. Il nuovo album dei Fear Factory è in streaming in anteprima solo su Plugd.

Warner: meglio i servizi a pagamento che lo streaming gratuito

Meglio per loro ovviamente perchè almeno al momento i soldi attraverso i servizi a pagamento sono più “sicuri” rispetto a quelli che arrivano dai servizi streaming gratuiti+pubblicità…ma credo che l’utenza sia di parere opposto, credo infatti che l’utente medio sarà sempre più portato verso lo streaming, è una cosa naturale, prima o poi prenderà il sopravvento… In fondo la televisione è andata avanti per anni con il sistema della pubblicità, i media tradizionali verranno sostituiti (quando? 10 anni?) da Internet e di conseguenza tutto verrà “traslocato” sulla rete, ma il modello dovrebbe funzionare ugualmente una volta raggiunti certi volumi di utenza.

Da Rockol

Stephen Bryan della Warner “Come casa discografica, vogliamo fare di più per rendere i servizi a pagamento il più attraenti possibili nei confronti delle opzioni gratuite”
“La preoccupazione, nel caso delle piattaforme finanziate dalla pubblicità, è di renderle abbastanza interessanti da convincere i consumatori a passare all’offerta a pagamento” (su questo vi rimando agli ultimi dati di Spotify)

l’ISP Comcast avrà un servizio streaming?

da TechCrunch

Comcast is in discussions with partners to offer a music streaming service to its customers as an à la carte offering, we’ve heard from multiple sources. For an additional monthly charge of $5 or more, users will be able to stream on demand music online via a website and on their TV via their cable box.

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The Comcast service would offer users the ability to stream music without any additional charges. Services like MySpace Music, Spotify and MOG (and the late iMeem) offer similar services today, but not through the cable box.

Il modello di Eyeball.fm

Ecco il modello ibrido di Eyeball.fm :
-stazione radio web
-contenitore di musica digitale per upload e download
-social network.

Da Musica&Dischi
“Con un click sul nome di una canzone o di un artista si visualizza automaticamente una playlist personalizzata per lo streaming radio, basato sulle tariffe obbligatorie di webcasting; gli utenti, creando un account, possono inoltre caricare la propria libreria di iTunes rendendo disponibili i propri brani per lo streaming; possono anche visualizzare le librerie degli amici, le foto degli album, i testi delle canzoni, le informazioni sugli artisti”

Play.me il servizio streaming di Dada

Da Rockol

Dada Entertainment, avamposto americano della società italiana di mobile entertainment partecipata da RCS, ha appena lanciato negli Stati Uniti un servizio di streaming musicale “ibrido” per Internet e telefonia mobile. Battezzata Play.me, la nuova piattaforma è fruibile sul Web in due versioni differenti: gratis, e senza inserzioni pubblicitarie, permette di accedere a 10 ore di musica in streaming al mese con un download in omaggio a settimana; a pagamento, in cambio di 10 dollari al mese, offre accesso illimitato al catalogo in streaming e 5 download gratuiti senza DRM. L’accesso al servizio attraverso telefono cellulare avviene invece grazie a un’applicazione Android disponibile sull’Android Market di Google (che ha presentato ieri il suo attesissimo smartphone, Nexus One); applicazioni per iPhone e BlackBerry dovrebbero essere disponibili nell’arco di qualche settimana. Il catalogo iniziale accessibile su Play.me comprende 2,5 milioni di brani musicali, forniti dalle major discografiche (con l’eccezione di Warner Music) e dai distributori/aggregatori di musica indipendente IODA, The Orchard e Beggars Group

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Come fanno i soldi i servizi musicali online

dicembre 27, 2009 1 commento

bell’articolo su BBC News intitolato “How internet-based music services make their money

3 metodi principali: streaming, downloading e subscription

STREAM ONLINE
We7, Spotify, Myspace Music, last.fm
BUYING DOWNLOADS
7digital, Amazon, HMV, Orange, Play, SkySongs, Tesco, TuneTribe, and We7
SUBSCRIPTION
Napster, SkySongs or Spotify

ovviamente nell’articolo BBC è tutto approfondito

Nuovo servizio streaming (anche su iPhone): Rdio

Da Rockol

Janus Friis e Niklas Zennstrom, fondatori di Kazaa (file sharing) e Skype (VOIP), hanno ufficialmente scommesso sul successo dello streaming a pagamento e lo hanno fatto lanciando ‘a fari spenti’ un’applicazione per iPhone, battezzata ‘Rdio’ (sì, senza la ‘a’) come il nuovo servizio web da cui origina.
Il lancio ufficiale è previsto per l’inizio del prossimo anno ma il servizio della nuova società basata a San Francisco è già in fase ‘private beta’ ed è comparsa nell’iTunes store, ricevendo una pletora di micro-recensioni sui blog. Nel menu di Rdio, tra le altre, compaiono le ‘tab’ Collection (che si collega alla libreria privata dell’utente) e Search (che è, invece, correlata al catalogo online del servizio dal quale l’utente può attingere nuovi brani da collegare al proprio account), oltre a Playlists (una specifica che pare del tutto simile a quella delle altre piattaforme e applicazioni streaming) e Notifications (che sfrutta le più recenti features dell’iPhone). Ma, specifiche tecniche a parte, la scommessa dei due tycoon del web è sul modello di business, che prevede un’iscrizione a pagamento e non sposa la popolare modalità di furuizione gratuita supportata dalla pubblicità (come accade per Spotify).

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